Home Politica Uniti per il rigassificatore: “Mille posti di lavoro, Snam valuta Brindisi”. La spinta di Amati, Patroni Griffi e Menotti Lippolis
Uniti per il rigassificatore: “Mille posti di lavoro, Snam valuta Brindisi”. La spinta di Amati, Patroni Griffi e Menotti Lippolis

Uniti per il rigassificatore: “Mille posti di lavoro, Snam valuta Brindisi”. La spinta di Amati, Patroni Griffi e Menotti Lippolis

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BRINDISI – Da settimane Snam, per conto del governo, è a caccia di due navi che fungono da rigassificatore (si chiamano Fsru – Floating Storage Regasification Unit): una da acquistare e una da noleggiare. Uno dei porti prescelti dovrebbe essere Piombino, con la Regione Toscana che è scesa in campo a favore dell’investimento. L’altro porto si vocifera sarà sull’Adriatico. Il sindaco di Ravenna, dove già insiste un deposito gnl, è in pressing perché la città ospiti l’infrastruttura. A Brindisi e Taranto, che pure si presterebbero, la politica non avanza candidature.

L’unico a esporsi chiaramente è il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, il dem Fabiano Amati, che lamenta l’assenza di iniziative della Regione: «Purtroppo alcuni volenterosi devono sostituire il mancato protagonismo della Regione nel richiedere l’attracco al largo delle nostre coste di un rigassificatore offshore. Rischiando pertanto tutto il carico di buoni effetti in termini di pace, sicurezza ambientale e prosperità. Ho l’impressione tuttavia che Snam stia pensando a Brindisi o Taranto per proprio conto e spero che l’idea si concretizzi. La timidezza della Regione su tutte le politiche su cui serve una decisone chiara, e penso all’industria, all’energia e alla sanità in particolare, dimostra il fatto che stiamo sulla china delle occasioni perdute e mentre nella letteratura c’è chi si mangia le mani per fame, noi finiamo per mangiarcele per celebrare le occasioni perdute».

Ma quali sarebbero le ricadute per i territori ospitanti? A spiegarle è il presidente dell’ente portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, che sul suo profilo Facebook scrive: «Storia di due città: Ravenna si candida ad accogliere una delle due navi rigassificatrici, qui invece tutto tace. Si tratta di un’opportunità di sviluppo dei traffici portuali irripetibile, penso che i porti del Meridione potrebbero e dovrebbero candidarsi. La questione meridionale si risolve con azioni concrete e non con tristi lamentazioni e tardivi mea culpa». Postando un articolo de IlSole24Ore in cui si ventila l’ipotesi di Brindisi come città prescelta, aggiunge: «Sarebbe una manna perché in brevissimo tempo creerebbe centinaia di posti di lavoro e un formidabile indotto. Ma dubito che il governo, in mancanza di una forte richiesta da parte del territorio, terrà in considerazione Brindisi. Peccato».

Scendendo nel particolare di come si genererebbero questi posti di lavoro, Patroni Griffi spiega: «Già sulla nave Frsu troverebbero occupazione duecento unità: è un impianto industriale a tutti gli effetti. Poi c’è tutto il traffico che si genera: è possibile non solo l’attracco in affiancamento delle metaniere che trasportano il gas liquido ma anche la possibilità di trasferire il gas liquido su altre navi, che possono essere o bettoline o navi già alimentate a gnl. Questo significa che si genera un altro indotto legato alla bettolina, che andrebbe a rifornire altre navi e avrebbe il suo centro nel porto di Brindisi. Il gas, inoltre, deve arrivare a terra e questo può avvenire o tramite la bettolina, oppure tramite gasdotto che va costruito assieme ad una cabina di salto e questo crea ulteriore lavoro. Il tutto senza contare le frigorie che genera un rigassificatore. Si crea dunque una filiera che tra diretti e indiretti crea un migliaio di posti di lavoro. Si stima infatti che per un rigassificatore i posti di lavoro indiretti sono cinque volte quelli diretti. Infine, questo gas finalmente consentirebbe di produrre idrogeno blu, ma anche altri carburanti sostenibili per i trasporti come l’ammonia, il metanolo e il syngas».

In prima linea anche il presidente di Confindustria Brindisi, Gabriele Menotti Lippolis: «Siamo assolutamente d’accordo sul rigassificatore, ovviamente offshore. Siamo sempre stati d’accordo, lo siamo dai tempi della British Gas. Confindustria si sta muovendo a livello nazionale, presso i ministeri, con la propria squadra di presidenza per portarlo a Brindisi. Il problema è che poi si deve muovere anche la politica e speriamo che quella locale e quella regionale, in maniera trasversale, sostengano questa candidatura. In questo momento Brindisi ha bisogno di altri investimenti, e questo è uno di quelli che porterebbe molti posti di lavoro e sarebbe in linea con il Green New Deal».