Home Politica Collegamento aeroporto, per la Soprintendenza nessuna prova che interferisce con la Via Appia: “Vanno comunque salvaguardati il lago Cillarese e l’antica strada di comunicazione tra Brindisi e Mesagne”
Collegamento aeroporto, per la Soprintendenza nessuna prova che interferisce con la Via Appia: “Vanno comunque salvaguardati il lago Cillarese e l’antica strada di comunicazione tra Brindisi e Mesagne”
0

Collegamento aeroporto, per la Soprintendenza nessuna prova che interferisce con la Via Appia: “Vanno comunque salvaguardati il lago Cillarese e l’antica strada di comunicazione tra Brindisi e Mesagne”

0

BRINDISI – Prosegue la diatriba sull’utilità o meno del nuovo raccordo ferroviario tra la stazione e l’aeroporto del Salento. In particolare, negli ultimi mesi l’attenzione e le proteste si sono concentrate sulla bretella di raccordo con la linea ferroviaria Taranto-Brindisi. Sia Rosy Barretta (presidente dell’associazione Brindisi e le Antiche Strade) che Carmine Dipietrangelo (amministratore di Tenute Lu Spada) hanno denunciato il rischio che la realizzazione dell’opera possa cancellare il tratto dell’antica Via Appia che collegava Brindisi a Mesagne. Proprio in questi giorni si discute della possibilità che la Regina Viarum possa diventare patrimonio Unesco, proprio mentre le amministrazioni locali stanno lavorando al progetto Appia 2030 teso ad una adeguata valorizzazione del percorso storico. Alla luce di ciò, Dipietrangelo ha ritenuto di rilanciare il proprio appello: «Una parte di questo progetto (il raccordo con la tratta ferroviaria Taranto-Brindisi) attraversa il vecchio tracciato dell’Appia, ne interromperà definitivamente la fruibilità e aggredirà una parte paesaggistica, faunistica e ambientale dell’area del Cillarese. Problema questo sollevato dall’associazione delle Antiche Strade, da alcuni storici e legittimamente dalla nostra azienda che ha presentato a suo tempo le dovute osservazioni. Non ci sono state altre opposizioni, anche da parte di chi oggi chiede il riconoscimento Unesco del tracciato dell’Appia Antica. Gli storici locali, e non solo loro, sostengono che il tracciato della vera Appia Antica sia quello della vecchia strada per Mesagne, oggi strada comunale per Lo Spada e Casignano. Una parallela della statale, costeggiante i canali (Capece, Galina, Cillarese) che allora bagnavano le campagne del territorio e arrivavano fino al Seno di Ponente del porto di Brindisi. Il progetto di Rfi va in direzione opposta rispetto a quello che si chiede per la valorizzazione e la fruizione turistica del tracciato dell’Appia Antica».

Tuttavia la Soprintendenza, che si è espressa di recente fornendo il proprio parere endo-procedimentale in fase di Via, non ritiene suffragata da dati scientifici la tesi secondo cui la Via Appia passasse lungo il tracciato del nuovo collegamento ferroviario. Al netto di ciò, le criticità per la realizzazione dell’opera non mancano.

«Mentre la realizzazione del “raccordo Bari” – scrive la Soprintendenza nel proprio parere – non presenta particolari criticità, si evidenzia che il “raccordo Taranto”, oltre a ricadere nella fascia di tutela del lago Cillarese e della masseria Cillarese, comporta l’interruzione dell’antica strada di comunicazione tra Mesagne e Brindisi (strada comunale 14), di cui è importante conservare memoria storica, mantenendo la continuità del collegamento che, a partire dall’area in esame, procede al di sotto della linea ferroviaria per Taranto attraverso un sottoferrovia. Pertanto dovrà essere studiata una soluzione progettuale che consenta la conservazione della continuità della strada comunale 14 (ad esempio attraverso la realizzazione di un sottovia). Alla luce di quanto finora evidenziato, si evince che le opere progettate, che implicano un elevato consumo di suolo, una notevole sottrazione di vegetazione naturale e l’introduzione di un importante segno all’interno del paesaggio, costituiscano elemento di rilevante trasformazione della percezione d’insieme dei luoghi che necessita di un’adeguata opera di compensazione (non contemplata nel progetto)».

Premesso che l’area in oggetto debba essere salvaguardata e che si debbano individuare soluzioni alternative, la Soprintendenza, come detto, solleva alcuni dubbi in merito alla interferenza dell’opera con il tracciato della Regina Viarum: «Il grado di rischio archeologico è medio-alto in ragione dei siti noti da bibliografia nelle immediate vicinanze e della prossimità all’ipotetico tracciato della Via Appia. In proposito – aggiunge la Soprintendenza – si deve sottolineare comunque che la ricostruzione del tracciato della Regina Viarum nel tratto Mesagne-Brindisi è ancora oggetto di dibattito scientifico, in assenza di dati materiali concreti riferiti a pavimentazioni o superfici stradali che consentano una certa individuazione del percorso. Si ribadisce pertanto il carattere del tutto orientativo della ricostruzione proposta, che non è suffragata da alcuna certezza scientifica».