Anche ACT Blade verso Taranto? La palla passa a Fitto

di Redazione

BRINDISI – Anche ACT Blade verso Taranto? Potrebbe rivelarsi qualcosa di più di una opzione suggestiva. La società produttrice di pale eoliche innovative, infatti, ha fatto sapere agli enti locali che l’unica localizzazione possibile è quella di Sant’Apollinare previa concessione minima di 7 anni, così da poter accedere al finanziamento di Invitalia. Che vogliano insediarsi sulla banchina portuale, così da ottimizzare logisticamente le operazioni di imbarco e sbarco, è cosa da ritenersi ovvia: non a caso Falck si insedierà a Taranto presso la banchina in concessione ad Yilport.

A Brindisi, però, operatori portuali e Comune sono contrari a questa ipotesi perché ritengono che la presenza di ACT Blade, una volta terminati i lavori per i nuovi accosti di Sant’Apollinare, possa confliggere con le attività portuali. Una circostanza che l’Authority ha confutato. Ma evidentemente non basta, dato che in molti continuano a credere che traffici portuali e produzione di pale eoliche non possano coesistere nella stessa area. Un po’ come la vulgata secondo la quale il deposito Edison inficerà le attività commerciali su Costa Morena interferendo con il raccordo ferroviario.

Nelle scorse ore si è chiesta una moratoria al ministero per provare a trovare improbabili opzioni alternative, ma a quanto pare la richiesta non avrebbe sortito effetti perché resta fissata per lunedì la Conferenza dei Servizi decisoria.

L’autorizzazione dovrà essere concessa in tempi stretti perché il finanziamento di Invitalia è valido fino al mese di dicembre. Perdere ulteriore tempo significherebbe spingere gli investitori verso un altro porto, che come detto si vocifera possa essere quello di Taranto.

Sarà l’ennesima occasione persa sacrificata sull’altare di interessi di bottega, scarso pragmatismo o diffidenza cronica verso i pareri tecnici dell’ente portuale? Oppure l’Autorità portuale autolesionisticamente sostiene posizioni che andrebbero a svantaggio dei nuovi traffici e quindi a proprio svantaggio?

La palla passa adesso al ministero retto da Raffaele Fitto, al quale è stata attribuita anche la delega per il Sud e quindi anche per le Zes. E si preannunciano scintille tra Rossi ed i rappresentanti del nuovo governo: su Infrastrutture (Salvini), Imprese (Urso), Transizione Ecologica (Pichetto Fratin) e Mezzogiorno (Fitto), settori che interessano da vicino Brindisi, è infatti prevedibile che si consumeranno screzi dettati da grandi diversità di vedute tra il governo nazionale e quello cittadino, che saranno ampliati dalla campagna elettorale. Sarà uno spettacolo poco gradevole, con la città che continuerà a sfarinarsi dietro sterili faide sempre più incomprensibili.

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