Home Cronaca Dormitorio, immigrati tra liquami della fogna, bagni luridi e bombole di gas: “Alcuni vivono accampati sotto gli alberi”
Dormitorio, immigrati tra liquami della fogna, bagni luridi e bombole di gas: “Alcuni vivono accampati sotto gli alberi”

Dormitorio, immigrati tra liquami della fogna, bagni luridi e bombole di gas: “Alcuni vivono accampati sotto gli alberi”

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BRINDISI – Le condizioni in cui vivono gli immigrati all’interno del dormitorio sono «raccapriccianti». Le hanno definite così i consiglieri comunali che hanno effettuato un sopralluogo presso l’immobile. «Abbiamo trovato – spiega Ercole Saponaro, presidente della commissione Servizi sociali – una situazione peggiore rispetto al 2019. Gli ospiti vivono in condizioni raccapriccianti. Intanto va detto che i ragazzi che abbiamo trovato all’interno della struttura erano tutti irregolari, perché gli altri ospiti erano a lavoro. Manca un servizio di portineria per regolare gli accessi. E poi ci sono situazioni di grande pericolo, come la presenza di bombole di gas vicino ai letti». Per non parlare delle condizioni igienico-sanitarie, con i bagni luridi e completamente devastati, nonostante di recente siano stati effettuati interventi di ripristino dei luoghi». Anche la convivenza all’interno dell’immobile sconta differenze culturali difficili da gestire. «Il comandante della polizia locale ci ha referito che ci sono etnie che dettano le regole», racconta Saponaro.

Quando piove, poi, la situazione peggiora ulteriormente. «C’è la fogna che allaga il dormitorio, invadendo le stanze dove dormono. Inoltre, quando piove entra acqua dai vetri rotti. Alcuni dormono all’esterno, accampati sotto agli alberi», denuncia il consigliere Pierpaolo Strippoli.

Da sinistra a destra i consiglieri chiedono alle istituzioni di mettere ordine e procedere con la schedatura dei presenti. Ma il problema della gestione degli irregolari e degli espatri è di carattere nazionale. «Da tempo c’è un tacito accordo tra gli organi preposti ai controlli affinché si consenta anche agli irregolari di soggiornare lì invece che girovagare senza meta». Ma anche se Prefettura e forze dell’ordine volessero stringere le maglie, il problema persisterebbe, magari in altre forme. «Il problema – ricostruisce il consigliere comunale Diego Rachiero – risiede nella gestione delle espulsioni. Chi viene attinto dal decreto di espulsione finisce per strada. Non sussiste in Italia una organizzazione tale da consentire di identificare l’irregolare, emettere il decreto di espulsione e rimpatriarlo. Queste operazioni hanno costi insostenibili. Il Prefetto può fare il suo dovere, ma poi chi gestisce i rimpatri?».