Home Politica Edison rischia di saltare se non si rispettano i tempi del Pnrr. Intanto Rfi e Autorità portuale si rimpallano le responsabilità sull’interferenza con il binario
Edison rischia di saltare se non si rispettano i tempi del Pnrr. Intanto Rfi e Autorità portuale si rimpallano le responsabilità sull’interferenza con il binario
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Edison rischia di saltare se non si rispettano i tempi del Pnrr. Intanto Rfi e Autorità portuale si rimpallano le responsabilità sull’interferenza con il binario

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BRINDISI – Rimpallo di competenze tra Rfi e Autorità portuale sull’assunzione di responsabilità circa la vicinanza di appena 5 metri tra il perimetro del deposito gnl di Edison e un tratto del binario che arriva sulla banchina di Costa Morena Est. È quanto emerso nel corso della conferenza dei capigruppo, che ha ospitato i rappresentanti degli enti interessati dal progetto. A sollevare la questione, alla luce del fatto che l’impianto prevede una torcia di 45 metri e sfiammate eventuali di 20 metri, oltre all’eventualità che in quell’area possano essere movimentate ad esempio grandi gru, è stato il presidente del consorzio Asi, Vittorio Rina, titolare del tratto di binario in questione, che però è gestito dall’ente portuale. Rina ha evidenziato come, per l’Asi, la distanza minima tra l’insediamento di Edison e i binari debba essere di almeno 30 metri, come previsto dalle normative. Salvo deroghe o autorizzazioni, che tuttavia né Rfi né l’Authority si sono assunti la responsabilità di stabilire e certificare. Né hanno smentito nero su bianco l’interpretazione fornita dall’Asi. Secondo il segretario dell’ente portuale, Tito Vespasiani, Rfi «non è del tutto estranea alla vicenda». Una frase pronunciata a seguito dell’intervento del rappresentante di Rfi, il quale aveva dichiarato l’estraneità della società su quel tratto. Nel secondo intervento, pertanto, l’esponente delle Ferrovie dello Stato è stato più preciso, dichiarando che spetta al raccordato (quindi all’ente portuale) esprimersi e che se serba un dubbio interpretativo sulla norma da applicare, allora deve chiedere un parere all’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Fatto sta che nell’istruttoria in capo al Comitato tecnico regionale, ciò non era mai venuto fuori. Su una cosa sono tutti d’accordo: Il Ctr dovrà esprimersi sulla coesistenza tra l’impianto e il binario da ritenere come pienamente operativo, e non inutilizzato come rappresentato da Edison fino ad ora.

Toccherà pertanto all’Authority attivarsi per capire se la distanza tra l’impianto e il binario debba essere di almeno 30 metri come sostiene l’Asi o se, come propugnato da Vespasiani, quella distanza debba valere solo per i binari di circolazione e non per quelli di manovra, quale sarebbe il binario in oggetto. Secondo Vespasiani, tra l’altro, neppure Versalis parrebbe rispettare la distanza di 30 metri tra il perimetro del proprio impianto e il tratto di binari che ha in concessione.

Per Rina, ad ogni modo, se Edison avesse deciso di investire 100 metri più indietro, su terreni dell’Asi, questi problemi non sarebbero sorti. Un’ipotesi che però il responsabile di Edison, Fabrizio Mattana, non ritiene fattibile perché quell’area non è infrastrutturata a dovere ed è distante dalla banchina.

Nessun problema ci sarebbe, invece, rispetto l’interferenza tra le 65 gasiere l’anno previste e altri traffici marittimi. Vespasiani ha riferito, infatti, che con la Capitaneria di porto sono state effettuate delle simulazioni di manovra che hanno escluso ogni problema in termini di sicurezza e coesistenza con altre navi. Tra l’altro, nel 2025 scadrà la concessione ad Enel e l’ente portuale ha chiesto alla società di fornire entro il 15 novembre il Piano di smantellamento. Posto, dunque, che Edison non sottrarrà traffico, dovesse esserci una grande domanda, ci sarebbe a disposizione anche la banchina Enel. Circa le ripercussioni sulla viabilità, invece, Vespasiani ha fatto presente che sono previsti 10mila camion l’anno, ossia 5 camion l’ora: un numero che non creerà particolari problemi.

Bisognerà attendere il parere di Enac, invece, per comprendere meglio se vi siano interferenze tra l’impianto e il cono d’atterraggio.

Di certo, Edison ha fretta. Avendo beneficiato di un finanziamento di quasi 40 milioni di euro dal Fondo complementare del Pnrr, infatti, il deposito dovrà essere realizzato necessariamente entro il 2026. Se dovesse saltare il finanziamento, potrebbe saltare anche l’investimento. Intanto c’è chi chiede anche cosa ne pensi la Soprintendenza dell’impatto paesaggistico dell’impianto in correlazione alla vicinanza con il castello Alfonsino, chi non vuole il gnl ma si premura che il deposito non precluda traffici futuri di altre merci pericolose e chi chiede l’audizione anche di Arpa e Asl.