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Collegamento ferroviario, Pri: “Espropriate case e attività imprenditoriali per opera opinabile”
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Collegamento ferroviario, Pri: “Espropriate case e attività imprenditoriali per opera opinabile”

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BRINDISI – Nella giornata odierna molti proprietari di aree situate lungo il tracciato del raccordo ferroviario che collegherà la stazione ferroviaria di Brindisi all’aeroporto riceveranno la visita di tecnici dell’ITALFER che provvederanno all’occupazione di urgenza dei terreni di loro proprietà in attesa dell’esproprio.

Interessate dall’intervento sono le aree di numerosi proprietari che riceveranno in cambio una indennità di esproprio pari a 1,26 euro a metro quadro.

Una somma irrisoria se si pensa che in alcuni casi interessate all’esproprio sono anche aree su cui insistono abitazioni private o attività imprenditoriali.

E tutto per la realizzazione di un raccordo sulla cui utilità è lecito nutrire dubbi.

Un opera il cui costo tra progettazione esecutiva e realizzazione sarà di settanta milioni di euro.

E tanto anche se Brindisi è già beneficiaria di un finanziamento di 40 milioni di euro per la realizzazione dello stesso collegamento con una linea di autobus dedicata, chiamato progetto Shuttle, per il quale i lavori sono già iniziati.

Si tratta di un progetto nato sotto altre amministrazioni e nella collaborazione tra Comune di Brindisi e Regione Puglia su un sistema di Bus Rapid Transit, cioè di autobus a basso impatto ambientale e in sede quasi interamente propria con tempi di spostamento ridotti.

Nel giro di qualche anno, quindi, avremo due nuove infrastrutture per collegare stazione ed aeroporto.

E’ lecito chiedersi quale sia il senso di questa programmazione e di questo doppio intervento.

Si tratta di infrastrutture che incidono pesantemente sul territorio, con fiumi di denaro pubblico investito, una doppione dell’altra.

Non è ancora chiaro chi gestirà queste infrastrutture e con quali risorse visto che probabilmente si tratterà di servizi in perdita.

Intanto a farne le spese saranno solo i proprietari delle aree che a fronte di una indennità di esproprio irrisorio vedranno messe a repentaglio il loro diritto ad abitare e a condurre una attività imprenditoriale.

Sarebbe il caso che il Comune intervenisse a tutelare i loro diritti visto che non tutte le persone interessate hanno gli strumenti e le risorse per opporsi a questa determinazione dell’indennità di esproprio nei termini di trenta giorni loro assegnati.

La Segreteria cittadina Pri                Il Gruppo Consiliare