Incidente mortale in scooter, maxi manifesti per ricordare Mirko

A un anno da quella maledetta notte una messa in memoria del 20enne

di Redazione

E’ trascorso un anno da quella maledetta notte, tra il 14 e il 15 settembre, in cui il 20enne Mirko Conserva ha perso la vita lungo via Caduti di via Fani, poco lontano dalla sagoma del centro commerciale “Brin Park” e le palazzine popolari del quartiere Sant’Elia, una zona dove il giovane viveva con la sua famiglia.
La tragedia si era verificata intorno alle ore 3.30 mentre il 20enne si trovava da solo in sella al suo scooter Yamaha T-Max 400 diretto presso il vicino ospedale “Perrino” dove da qualche tempo lavorava come addetto alle pulizie. In quella corsa, una caduta e poi l’impatto violento con l’asfalto non gli avevano lasciato scampo e vani erano stati i tentativi di rianimazione praticati da personale del 118.
Questa sera, come annunciato attraverso dei maxi manifesti di Mirko che la famiglia Conserva-Brina ha fatto affiggere anche poco lontano dal luogo dell’incidente su alcuni cartelloni pubblicitari, alle ore 18 ci sarà una messa a ricordarlo presso la chiesa “San Giuseppe” del cimitero di Brindisi. “Un anno senza il tuo sorriso. Una vita intera con il tuo ricordo” c’è scritto al centro di quella foto che cattura un momento felice di questo giovane mentre sorride.
Una morte che aveva spezzato il cuore a tante persone, accompagnata da risvolti d’indagine che sono diventati importanti nel tempo. Partendo da una fiaccolata e poi il sequestro del tratto stradale imputato a carico della Procura, i carabinieri negli uffici dei Lavori pubblici, una simulazione dell’incidente con i periti e il limite di velocita a 30 km/h.
Insomma, dal giorno dell’incidente mortale, la città ha man mano cambiato la faccia delle strade quando era emerso che la morte del 20enne era forse collegabile a una strada dissestata, mantenuta dal Comune di Brindisi in condizioni di degrado a causa delle radici degli alberi di pino che oggi si presentano tagliati anche nel tratto dove una foto di Mirko, parole, oggetti ricordo e luci ricordano in via Caduti via Fani il luogo dell’incidente. Completamente trasformato con la nascita di strisce bianche orizzontali che delimitano le aree che potrebbero rappresentare un pericolo per l’incolumità di pedoni e utenti della strada.
Per quanto riguarda l’iter giudiziario, per l’incidente mortale del 15 settembre 2024 è stato chiesto il processo per un responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale di piazza Matteotti. Se ci siano i presupposti per sostenere in giudizio l’accusa di omicidio stradale per la morte in scooter del 20enne lo stabilirà il giudice per l’udienza preliminare Vittorio Testi a partire dalla prima udienza del 4 novembre. Fra le cause ipotetiche, le radici degli alberi di pino che da diversi anni avevano sollevato e spaccato sia il manto stradale che il marciapiede. Ciò che aveva evidenziato la giudice del rigetto dell’archiviazione è la mancata segnalazione della pericolosità di quel tratto di strada, cosa che il Comune ha fatto successivamente. Intanto per l’imputato vige la presunzione di non colpevolezza fino al pronunciamento dell’ultimo grado di giudizio.

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