Al Comune di Brindisi va in scena il “valzer delle poltrone” tra capigruppo fai-da-te e opposizioni fantasma

La città assiste ormai allo spettacolo di una classe dirigente impegnata a contare capigruppo e gettoni di presenza

di Redazione

di Salvatore Morelli

​Se la politica fosse una disciplina olimpica, a Brindisi vinceremmo l’oro nel “salto della quaglia” e nel “trasformismo acrobatico”.

Quello che da qualche tempo sta andando in scena a Palazzo di Città non è un confronto democratico, ma un rebus di sigle e convenienze personali che graverebbe – e non poco – sulle tasche dei cittadini.

​Il caso Luperti: un piede in due scarpe e nel bilancio comunale

​L’emblema di questa stagione è senza dubbio Pasquale Luperti. Ieri fiero oppositore dell’amministrazione Marchionna, oggi folgorato sulla via di Forza Italia grazie alla benedizione del “plenipotenziario” Mauro D’Attis.

Quest’ultimo in evidente difficoltà all’interno di FI, causa un fuoco concentrico della vecchia guardia, del gruppo consiliare regionale e di un folto numero di parlamentari spinti dalla famiglia Berlusconi a richiedere un rinnovamento totale.

In merito, sono già cadute le teste dei capigruppo alla Camera e al Senato, vicini a Tajani, a sua volta mentore dell’onorevole D’Attis. Molto probabile, a questo punto, che l’onorevole brindisino venga estromesso dalla guida regionale di FI con evidenti ripercussioni sulle prossime candidature politiche a Brindisi non piu’ scontate e sui nuovi equilibri dell’amministrazione Marchionna.

Tornando dalle nostre parti, ​la metamorfosi di Luperti è degna di nota per la sua asimmetria: in Provincia siede orgogliosamente nel gruppo di Forza Italia (di cui è capogruppo), ma al Comune resta formalmente nel suo movimento “Uguaglianza Cittadina”.

Una scelta che profuma di strategia tecnica: restando “single” in consiglio comunale, Luperti può moltiplicare la sua presenza nelle commissioni consiliari. Risultato? Un moltiplicatore di gettoni di presenza che gonfia i costi della politica locale, cosi come denunciato dal consigliere comunale Roberto Quarta, mentre l’identità di partito viene sacrificata sull’altare del regolamento comunale.

​In Fratelli d’Italia, invece, il nuovo corso politico ed istituzionale (con l’entrata in Giunta dell’avvocato Di Bello e Lucia Vantaggiato) pare abbia dato stabilità al partito con un lavoro silente e non invadente, ma a quanto pare “proficuo” del segretario cittadino associato alla nuova guida del gruppo consiliare Mario Borromeo che sta dando equilibrio al gruppo consiliare di FdI. Anche se ha creato tensione nei “vecchi” che rivendicano “ruoli e poltrone”, a prescindere.

​Mentre Forza Italia imbarca ex nemici, in Fratelli d’Italia si assiste alla fuoriuscita di due consiglieri dal partito: Sticchi (entrato per surroga come secondo degli eletti) che se ne va senza spiegazioni, si allea con l’ex oppositore Giannace e – voilà – diventa capogruppo di una nuova formazione pro-Marchionna.

Anche qui, la carica di capogruppo apre le porte a una partecipazione bulimica alle commissioni, con ulteriore aggravio per le casse pubbliche.

Infine, ​non è da meno Cesare Mevoli (quarto degli eletti), che abbandona i meloniani per il Gruppo Misto, pare per non essere riuscito a conquistare la leadership del gruppo originario.

Anche per lui, la “retrocessione” si trasforma magicamente in una promozione a capogruppo (di se stesso).

In questo scenario, le dimissioni di Luca Tondi (FI) dalla Commissione Sport, appaiono come l’ultimo segnale di una maggioranza che è una polveriera di malumori.

​L’opposizione? “Un video non fa primavera”

​E mentre la maggioranza si frammenta e si ricompone come un set di Lego, cosa fa l’opposizione? Poco o nulla. Il PD, guidato da Francesco Cannarile, sembra più impegnato a rivendicare i “fasti” del passato – come l’ormai mitologico Shuttle – che a produrre un’alternativa credibile.

Le recenti uscite di Cannarile sulla viabilità e sul Consorzio dell’Arneo denotano una curiosa amnesia: chiedere all’Arneo della Regione Puglia di intervenire dimenticando che il proprio partito esprime a Brindisi i pesi massimi del governo regionale: il presidente del Consiglio Matarrelli e la consigliera Lettori. Un paradosso che sfiora il ridicolo.

​Sullo sfondo, Roberto Fusco (M5S) e l’ex sindaco Riccardo Rossi osservano immobili il protagonismo confuso di Cannarile, spettatori non paganti di un declino che sembra inarrestabile.

​Conclusioni: “La politica dei due forni”, di memoria androettiana

​La maggioranza di Marchionna non è più quella che è uscita dalle urne e naviga a vista in questo mare agitato, applicando la “politica dei due forni”: un po’ governo, un po’ opposizione di se stessa a seconda della convenienza del momento.

Ma dietro i comunicati trionfali e i rimpasti di facciata, con una Giunta ostaggio di se stessa ed assente (tranne gli ultimi arrivati ai quali va dato il giusto tempo per esser funzionali ed operativi), resta una città che assiste allo spettacolo di una classe dirigente impegnata a contare capigruppo e gettoni di presenza, mentre la visione politica di lungo periodo resta, come lo Shuttle, un’opera inutile quanto un colossale sperpero di risorse pubbliche di scelte delle passate amministrazioni, visto l’altro progetto di RFI di collegamento ferroviario della stazione all’aeroporto! Cosi come succede in tutte le citta’ che ospitano aeroporti!

Ma si sa: a Brindisi la normalità è una eccezione non la regola.

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Direttore responsabile: Salvatore Morelli. Editore: Associazione culturale “L’Ora di Brindisi Comunication” – Testata giornalistica iscritta al n° 1142/2019 del Registro della Stampa del Tribunale di Brindisi del 03/06/2019.

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