Brindisi e lo Sport: l’impiantistica tra promesse mancate e croniche criticità (terza puntata)

Il "fotovoltaico fantasma"

di Redazione

​Prosegue il viaggio dell’Ora di Brindisi nel complesso panorama dell’impiantistica sportiva brindisina. Dopo aver analizzato nelle scorse due puntate le realtà storiche e le ambizioni di rilancio, in questo terzo capitolo manteniamo accesi i riflettori su un aspetto che sta suscitando un forte dibattito: l’efficacia della gestione esterna della manutenzione, pulizia e custodia.

​La gestione “La Pulita”: tra offerta migliorativa e realtà dei fatti

​Il nodo centrale della nostra inchiesta oggi continua a riguardare la ditta “La Pulita”, affidataria del servizio di manutenzione ordinaria, pulizia e custodia degli impianti sportivi comunali per conto del CNS (Consorzio molto presente nel facilities management in Italia). A due anni dal suo insediamento, il bilancio dell’attività svolta appare, a un’attenta analisi (cosi come specificato nelle precedenti due puntate) profondamente deludente rispetto alle aspettative generate in fase di gara.
​Come evidenziato nei precedenti approfondimenti, la società si era aggiudicata l’appalto presentando un’offerta tecnica migliorativa estremamente ambiziosa, che avrebbe dovuto segnare una svolta qualitativa radicale per la fruibilità dei centri sportivi. Ricordiamo, per chi non avesse letto i precedenti articoli, che il Comune di Brindisi paga alla società La Pulita srl oltre 1.000.000 all’anno per la gestione di 36 strutture sportive tra impianti sportivi e palestre scolastiche più altre somme per circa 100.000 euro all’anno per interventi di manutenzione straordinaria. Tuttavia, a distanza di ventiquattro mesi, la distanza tra le promesse su carta e i risultati tangibili sul territorio è abissale, con evidenti criticità già descritte nelle prime due puntate della nostra inchiesta giornalistica.

Oggi ci soffermiamo su un caso emblematico: il “fotovoltaico fantasma”

​Il simbolo più evidente di questo scollamento è la vicenda dell’impianto fotovoltaico. Nell’offerta tecnica, la società si era impegnata a installare, a proprie spese, un impianto da 10 kW sul tetto di un impianto sportivo a scelta dell’amministrazione comunale. Un intervento che non solo avrebbe ridotto i costi energetici per la collettività, ma avrebbe fornito un segnale concreto di modernizzazione ed efficientamento delle strutture.
​Ad oggi, quel progetto rimane puramente teorico. Nonostante il tempo trascorso, non si è vista alcuna installazione, né si ha notizia di un cronoprogramma certo. Questo caso non è isolato: è purtroppo emblematico di un approccio alla gestione degli impianti che ha prodotto “pochissimo” rispetto agli impegni sottoscritti. Le diverse migliorie tecniche che avrebbero dovuto risolvere il degrado quotidiano sono rimaste in gran parte disattese, lasciando le associazioni e i cittadini a fare i conti con strutture che continuano a necessitare di interventi ordinari spesso negligenti.

​Un danno per lo sport brindisino

​Questa paralisi non è un semplice dettaglio tecnico, ma un vero e proprio danno per lo sport brindisino. Una corretta custodia e una pulizia impeccabile sono le basi minime per permettere a bambini, atleti e appassionati di vivere gli impianti in sicurezza e decoro. Quando queste mancano, o vengono fornite solo parzialmente, il risultato è l’allontanamento delle famiglie e l’usura precoce dei palazzetti e dei campi. A questo punto, la domanda sorge spontanea: quali azioni sta mettendo in campo l’Amministrazione comunale per verificare il rispetto degli impegni contrattuali?

La nostra testata giornalistica ha provato a contattare la parte politica senza avere riscontri. In attesa, forse è necessario un tavolo di confronto urgente per capire perché le migliorie promesse non siano state attuate e, soprattutto, per pretendere che l’offerta tecnica presentata diventi finalmente realtà operativa. ​La nostra inchiesta non vuole essere una critica sterile, ma un appello alla trasparenza. Le strutture sportive appartengono ai cittadini e chi si impegna contrattualmente per gestirle ha il dovere morale, oltre che legale, di mantenere le promesse fatte.

​L’Ora di Brindisi continuerà quindi a monitorare questa situazione, dando voce (come accade) alle società sportive locali che, ogni giorno, vivono sulla propria pelle le conseguenze di una manutenzione al di sotto degli standard attesi.​ Ultimamente, ci sono stati cambiamenti negli impianti o si riscontrano ancora le stesse criticità? Continuate a scriverci le vostre segnalazioni.

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Direttore responsabile: Salvatore Morelli. Editore: Associazione culturale “L’Ora di Brindisi Comunication” – Testata giornalistica iscritta al n° 1142/2019 del Registro della Stampa del Tribunale di Brindisi del 03/06/2019.

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