Un milione di euro all’anno di soldi pubblici per la gestione ordinaria, più altri 100mila euro per gli interventi straordinari. Numeri che dovrebbero garantire a Brindisi un’impiantistica sportiva d’eccellenza, spogliatoi specchiati e strutture all’avanguardia.
Invece, la realtà che si riscontra quotidianamente, con lamentele degli utenti e la pazienza di società sportive, è fatta di impianti sportivi e palestre scolastiche fatiscenti, infiltrazioni d’acqua, degrado e servizi carenti. Il tutto a fronte di un ticket d’uso che le associazioni locali pagano regolarmente per poter far allenare i propri ragazzi.
Dopo quanto emerso, la nostra redazione ha deciso di dare via a un’inchiesta giornalistica che cercherà di passare ai raggi X ognuna delle 36 strutture cittadine, tra palestre e impianti, con l’obiettivo capire dove finiscono i soldi dei brindisini e perché le promesse scritte nero su bianco nei contratti d’appalto siano rimaste, in gran parte, soltanto sulla carta.
In mezzo c’è un contratto triennale (stipulato a settembre 2024, con scadenza fissata a settembre 2027) tra il Comune di Brindisi e la società CNS Bologna, che a sua volta ha assegnato alla consorziata “La Pulita” di Andria: l’azienda si è aggiudicata la gestione di custodia, pulizia e manutenzione dei 36 siti sportivi comunali, attraverso un Capitolato Speciale d’Appalto che prevedeva l’impiego di 25 unità lavorative.
Ad oggi, secondo le informazioni raccolte, i dipendenti in organico sarebbero soltanto 22. Tre unità in meno che si traducono inevitabilmente in minori ore di servizio, pulizie meno accurate e turni di custodia ridotti all’osso, a discapito di chi quegli spazi li vive ogni giorno. Per vincere la gara, la società presentò una corposa offerta tecnica promettendo numerose migliorie strutturali, di servizio e di attività, con costi interamente a proprio carico. Un pacchetto di interventi che avrebbe dovuto rivitalizzare il patrimonio sportivo brindisino e che, da cronoprogramma, doveva essere realizzato nei primissimi mesi dall’avvio del servizio.
A poco più di un anno dalla scadenza del contratto, lo scenario che emerge attraverso le segnalazioni di degrado raccolte dal nostro giornale appare quindi desolante: sembra infatti che solo una minima e quasi irrilevante parte di quegli interventi sia stata effettivamente eseguita. Lasciando, di conseguenza, partire alcuni punti di domanda: dov’è finito il restyling promesso a costo zero per le casse comunali? Chi doveva vigilare sul rispetto di quegli impegni? Si può continuare a chiedere sacrifici economici alle società sportive – che
svolgono un ruolo sociale fondamentale per i giovani brindisini – mentre non vengono garantiti gli standard contrattuali?
La comunità sportiva di Brindisi pretende trasparenza e risposte concrete, quindi sarà nostro impegno a monitorare singolarmente, uno per uno, tutti i 36 impianti sportivi e le palestre scolastiche della città per raccontare quali migliorie (promesse dal privato) sono state effettivamente realizzate, documentando con foto, video e testimonianze le criticità emerse.




