Di Redazione Politica
Tre anni di amministrazione Marchionna sono bastati a trasformare Palazzo di Città in una scacchiera dove le pedine si muovono seguendo logiche che poco hanno a che fare con la politica programmatica e molto con le rivendicazioni dei singoli consiglieri.
Il primo azzeramento della giunta dopo appena un anno non è stato il segnale di un nuovo corso, ma piuttosto l’inequivocabile certificazione di un malessere profondo: il ruolo di filtro dei partiti è stato letteralmente surclassato dall’iniziativa individuale, decretando di fatto la morte dell’assetto tradizionale del centrodestra brindisino, ed i risultati si vedono.
Il rebus delle alleanze: numeri contro sostanza
L’operazione che ha visto il passaggio di tre consiglieri – Luperti, Greco e Giannace – dall’opposizione alla maggioranza, pur garantendo a Marchionna e D’Attis la tenuta numerica, non ha sortito l’effetto di stabilizzare la coalizione sul piano politico. Al contrario, l’instabilità sembra essere diventata la cifra stilistica di questa consiliatura.
A complicare uno scenario già precario è arrivato il terremoto interno a Forza Italia: l’uscita di tre consiglieri – Di Donna, Ciaccia e Tondi – per approdare a Futuro Nazionale, il movimento di Vannacci, ha di fatto dimezzato il gruppo azzurro.
Un’operazione condotta a tempo di record, con la complicità del responsabile area sud, l’onorevole Sasso, e finalizzata a bruciare sul tempo l’altro transfugo Mevoli.
Quest’ultimo, dopo aver già dovuto rinunciare ai gradi di capogruppo in Fratelli d’Italia in favore di Borromeo, vede ora sfumare anche la leadership nel nuovo gruppo di FN, assegnata a Di Donna.
Il valzer degli assessori
Il nuovo gruppo di Futuro Nazionale ha già fatto intendere chiaramente di voler passare all’incasso: per restare in maggioranza serve visibilità in giunta. La matematica politica suggerisce che almeno uno tra gli attuali assessori di Forza Italia (Elmo, Cozzolino o Antonucci) dovrà cedere la poltrona per fare posto a un rappresentante di FN. Come reagiranno Marchionna e D’Attis a questa “pioggia” di richieste?
Le voci di corridoio descrivono un tentativo di salvataggio estremo: Luperti e Greco (su pressioni del parlamentare locale) potrebbero confluire in Forza Italia, portando il gruppo a cinque consiglieri e rafforzando la posizione degli attuali assessori di area.
Il prezzo da pagare, in questo caso, sarebbe il sacrificio di Giuseppe De Maria, attualmente in quota ai due consiglieri, per far spazio agli ambiziosi esponenti di Futuro Nazionale. Senza dimenticare il passaggio di Sticchi da FdI a Per sempre Brindisi e di Miceli dal PRI alla Lega.
L’ipotesi dimissioni
La situazione a Palazzo di Città è ormai definibile come un labirinto senza uscita. Il sindaco Marchionna, stretto tra veti incrociati e la necessità di gestire appetiti politici che trascendono gli interessi della città, si trova davanti a un bivio. Non è da escludere che, se messo alle strette, il primo cittadino possa decidere di rassegnare le dimissioni, giocando la carta della crisi aperta nella consapevolezza – forse un po’ cinica – che, al momento, nessuno tra i banchi della maggioranza e dell’opposizione ha realmente voglia di tornare alle urne.
Il futuro della città resta, dunque, appeso a una manciata di voti e a equilibri di potere che cambiano di giorno in giorno, mentre i problemi reali di Brindisi sembrano passare, purtroppo, in secondo piano rispetto alla spartizione delle poltrone.




