Home Editoriale Porto: è stato proprio il Comune a sollevare la questione dei sedimenti. A Taranto però non è andata così…
Porto: è stato proprio il Comune a sollevare la questione dei sedimenti. A Taranto però non è andata così…
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Porto: è stato proprio il Comune a sollevare la questione dei sedimenti. A Taranto però non è andata così…

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BRINDISI – Nel botta e risposta innescatosi in queste ore in merito alle questioni portuali, a seguito del preavviso di rilascio negativo del parere sul progetto della vasca di colmata e dell’orientamento negativo sul pontile a briccole da parte dell’assessore Borri, il consigliere del M5S Gianluca Serra ha tirato fuori un frammento delle osservazioni eccepite dal Comune.

Ebbene, l’ente comunale, in merito  progetto della vasca di colmata, scriveva alla commissione tecnica: “La caratterizzazione ambientale non può essere eseguita solo durante l’esecuzione dei lavori, a meno che non sia acclarata e comprovata l’impossibilità di procedere ad un’indagine ambientale propedeutica. Sembra esserci una non esaustiva conoscenza del quadro ambientale di riferimento, poiché vi sono non accettabili alea nella definizione e caratterizzazione del sedimento e della sua contaminazione, anche in ragione del ricorso ad indagini piuttosto risalenti (2004-2009) e operata con una punteggiata di caratterizzazione per la quale non si dispone di dati esaurienti, a fronte di pressioni ambientali attuali e progressivamente crescenti nel tempo (scarichi industriali della centrale di Edipower e di Polimeri, costante utilizzo della baia portuale per movimentazioni di tipo portuale)”.

Insomma, il Comune ha posto alla commissione proprio la questione che poi è stata utilizzata dalla stessa per non rilasciare il parere positivo.

Dall’Autorità portuale, tuttavia, si lamenta il fatto che il decreto VIA per la cassa di colmata di Taranto risalente al 2014 è basato sulla caratterizzazione ISPRA del 2009. Nel decreto si prescrivono indagini ambientali integrative ante operam.

La commissione, dunque, pare aver adottato in quel caso misure a maglie più larghe, forse perché sottoposta a minori pressioni o chissà per quale altro motivo. Stesse lamentele l’Authority ripropone in merito alla realizzazione del pontile a briccole, non spiegandosi come mai a Bari le opere non passino dalla evocata conferenza di servizi ma siano realizzate attraverso la più snella intesa Stato-Regione.

Andrea Pezzuto