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EDITORIALE – Di quale categoria di uomini fanno parte i politici brindisini?
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EDITORIALE – Di quale categoria di uomini fanno parte i politici brindisini?

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BRINDISI – Esistono 5 categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà.

Fabiano Amati, che mira a fare Politica, lo inseriremmo nella prima categoria. La sua idea del mondo è chiara (giusta o sbagliata), è condivisa – a parole – dal suo partito e per questo chiede chiarezza da parte del PD su questioni di vitale importanza per la città.

“Non c’è nessuna questione personale da affrontare o incompatibilità caratteriale e stiamo tutti in pace e ci vogliamo bene”, ha chiarito ai suoi di recente.

“Qui – ha proseguito – non c’è bisogno di acqua santa, preti, monaci, yoga, zen, pappagallo sulle spalle o altro, ma bisogna dire cosa si pensa delle singole cose.

Chi non dice cosa pensa ha già deciso di stare ovunque e quindi da nessuna parte.

Allora. Le uniche cose su cui abbiamo da confrontarci e dire con chiarezza riguardano (fermandomi a Brindisi): Edison, contrade, rinnovabili, dormitorio, cassa di colmata, pontile a briccole, sant’Apollinare, riconversione Cerano, Asi, investimenti Tap e Snam, Acque chiare, e qualche altra cosa. Non si può sfuggire.

Rossi ha detto, con chiarezza e gli va dato merito, come la pensa e mi pare che non la pensi come noi. Mi sbaglio? Ditelo se mi sbaglio.

Noi non possiamo vivere nell’ambiguità del ma anche e dobbiamo dire con altrettanta chiarezza come la pensiamo e non possiamo stare un po’ di qua e un po’ di la, altrimenti le persone ci mandano a quel paese e perdiamo di credibilità.

Galleggiare e tentennare non è la mia cifra. Lo sapete, sono fatto così ed è per questo che in cuor vostro – sono sicuro – mi volete bene”, ha concluso il Consigliere regionale.

Lineare, vero?

Il PD di Brindisi però, purtroppo!, non è Fabiano Amati. È fatto invece di persone che non hanno idee – figuriamoci ideali – così chiare. O meglio, stando ai comunicati stampa e agli appunti scritti durante le assemblee cittadine, parrebbero averle ma poi c’è qualcosa che li dissuade dal fare Politica. E si limitano a fare politica. Quella che non piace ai cittadini, che li porta a chiedere a gran voce la testa di questa Amministrazione, e di tutte le amministrazioni precedenti. Perché la buona politica non è solo quella che prevede un percorso giudiziario netto, con zero avvisi di garanzia. Patroni Griffi è finito due volte sotto indagine, ne è stato chiesto finanche l’arresto ai domiciliari (fortunatamente respinto dal Gip), ma può camminare a testa alta, sia per come stanno evolvendo le questioni giudiziarie ma soprattutto perché può gridare ad alta voce di aver fatto il suo dovere, di aver lavorato nell’interesse della città nella quale opera. Che non è nemmeno la sua.

Sono questi i civil servant dei quali ha bisogno una comunità, non di altre categorie di uomini per le quali francamente, da cittadini di Brindisi prima che da giornalisti, proviamo solo misericordia.

E parliamo anche di qualche elemento dell’opposizione che non ha il coraggio delle proprie azioni (legittime) e prova goffamente a spostare l’occhio di bue sulla stampa, rea di aver solo fatto cronaca e aver riportato i comunicati dei suddetti politici con titoli non graditi. Non è maturo, non è da Politico. E che ci siano effusioni su Facebook tra questi politici di maggioranza e opposizione ne conferma la natura bizzarra, limitiamoci a questo, dei personaggi che gestiscono le sorti di questa città.