Home Economia e lavoro A Brindisi una fabbrica di tavoli: accordo Enel-Ikea
A Brindisi una fabbrica di tavoli: accordo Enel-Ikea

A Brindisi una fabbrica di tavoli: accordo Enel-Ikea

0

BRINDISI – Nel Documento programmatico preliminare del 2011 era previsto lo smantellamento della centrale A2A e la bonifica dei terreni. Ah, piccola digressione: a proposito di Dpp, la Regione si appresta a eliminare il passaggio dei Dpp dal consiglio comunale; basterà un atto d’indirizzo di giunta. Si diceva dello smantellamento della centrale A2A, che a dodici anni di distanza è ancora lì, in tutta la sua impattante bruttezza. Ricorsi e controricorsi, infatti, stanno facendo guadagnare lustri alla società, senza che in città nessuno protesti più; è subentrata la rassegnazione.

Al contempo, però, l’amministrazione comunale minaccia Enel di spegnerle immediatamente la centrale (bisognerebbe capire attraverso quale provvedimento) e intima alla società l’immediato smantellamento di tutto ciò che non serve più. Questa attività, nella prefigurazione dell’amministrazione, produrrebbe lavoro per alcuni anni, fungendo da grande ammortizzatore sociale per l’indotto, destinato a rimanere in braghe di tela senza il carbone.

Sul punto, va intanto detto che per legge Enel deve smantellare la centrale una volta terminata la propria attività. Quindi, più che una richiesta, è un obbligo. Il Comune, semplicemente, vorrebbe che venissero anticipate le operazioni prima del 2025. In un momento di grande incertezza sul fronte della sicurezza energetica, in cui negli altri Paesi l’uscita dal carbone viene procrastinata, appare tuttavia difficile che il Ministero per la sicurezza energetica dia il proprio placet all’anticipazione di quanto previsto nel Pniec. Ma pur volendo dare per assodata la sponda del Governo, è improbabile che Enel dia seguito a tali diktat con solerzia e senza opporre la minima resistenza. Siamo in Italia. Siamo nel Paese dove la centrale di Brindisi Nord avrebbe dovuto togliere il disturbo già nel millennio scorso, e invece è ancora là, a deturpare lo skyline della città chissà ancora per quanto.

Alzare il livello dello scontro con Enel, facendo passare per concessione qualcosa che la società deve fare per legge (il decommissioning), riserva un altro rischio. Ossia che Enel possa impegnarsi ancora meno nel progetto di reperimento di un grande player per attivare il polo logistico, così come promesso più volte. Va ricordato, comunque, che Enel dispone di una zona franca doganale, quindi la volontà di produrre valore dovrebbe essere fuori discussione. Semmai sta mancando la capacità, anche a causa del tentativo sfumato di stringere un accordo con un grande player come Geodis. Parimenti, stanno andando piuttosto male anche le operazioni tese a far insediare a Brindisi aziende operanti nel manifatturiero legato alla componentistica delle rinnovabili. Vedi naufragio del progetto di Standex e difficoltà per Act Blade. Su questo fronte, il sindaco e D’Attis, più che lanciare strali contro Enel, dovrebbero piuttosto chiedere maggiore attenzione al Governo. È lì che va alzato il livello dello scontro. Infatti, con i dovuti incentivi – magari previsti nel RepowrEu -, Enel non si tirerebbe certo indietro nel realizzare su Brindisi investimenti.

E a proposito del ruolo del Governo, sul fronte della chimica sembra confermata l’impossibilità di salvare l’attuale linea di produzione di Basell, ritenuta antieconomica. L’obiettivo, semmai, è quello di lavorare per una nuova linea di produzione. Vedremo se l’impegno assunto in prima persona dal ministro Urso per la convocazione di un Tavolo per la Chimica produrrà qualche risultato.

Vista la grande tradizione nella produzione di tavoli per Brindisi e considerato l’interessamento di Ikea a entrare in società con Enel Green Power per la gigafactory di Catania, si potrebbe pensare di coinvolgere l’azienda svedese nell’insediamento su Brindisi di una fabbrica di tavoli. Il know how acquisito dal territorio in questo settore non teme concorrenza. Ikea, mettici alla prova: su tavoli, sotto-tavoli e soprattutto “sobbra-tàula” (cit. del compianto Domenico Mennitti) siamo i numeri uno!