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Danucci non è l’unico colpevole di questa incresciosa situazione
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Danucci non è l’unico colpevole di questa incresciosa situazione

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BRINDISI – Una partita imbarazzante quella del Brindisi, che probabilmente tocca il punto più profondo della propria stagione perdendo 0-4 contro la corazzata Avellino senza dare mai un segno di reazione, un cenno di agonismo e cattiveria, quella “cazzimma” napoletana che sembra aver perso già da settimane. 

La situazione è preoccupante, non soltanto a livello di classifica, ma soprattutto di morale e di prospettiva: la squadra è come se non avesse intenzione di calarsi nella parte del contendente, è come se partisse già sconfitta ogni partita – a prescindere dall’avversario – e non segua più nemmeno il mister. 

E’ bene che la società faccia chiarezza il prima possibile e trovi una soluzione, se davvero si ha intenzione di trovarla, perché la serie C è un patrimonio molto importante da mantenere e lo si può fare con la sinergia di tutti, anche con l’aiuto di eventuali imprenditori terzi che abbiano intenzione di sposare il progetto.

E a tal proposito, le domande sorgono spontanee: ci sono problemi tra i calciatori e il mister? Tra la società e i calciatori? Cosa è accaduto da alcune settimane a questa parte? Perché la rosa del Brindisi è certamente carente sotto il profilo tecnico, ma non a tal punto da subìre umiliazioni continue e 3-4 reti a partita.

Sul fronte tecnico non ha neppure senso fare delle analisi: l’Avellino è sceso in campo senza un avversario, dunque il risultato finale è figlio di una prestazione ordinata degli irpini che non hanno fatto nulla di eclatante per portare a casa tre punti, se non quello di attendere i 90’ minuti e il fischio finale. 

In queste ore la società pare stia valutando la posizione del tecnico Danucci, che ci sentiamo di dire non è l’unico colpevole di questa incresciosa situazione nella quale si trova il Brindisi. 

LUIGI RUBINO