Home Economia e lavoro Convegno Zes, Confindustria attacca l’amministrazione: “Cacciano via le imprese, non è cambiato nulla”. E sul porto: “Non leggono cosa accade in Italia e in Europa”
Convegno Zes, Confindustria attacca l’amministrazione: “Cacciano via le imprese, non è cambiato nulla”. E sul porto: “Non leggono cosa accade in Italia e in Europa”

Convegno Zes, Confindustria attacca l’amministrazione: “Cacciano via le imprese, non è cambiato nulla”. E sul porto: “Non leggono cosa accade in Italia e in Europa”

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BRINDISI – Tra Confindustria e Comune il clima si fa sempre più teso. Al presidente degli industriali, infatti, non sono andati giù gli aggettivi che il sindaco Marchionna gli ha riservato in occasione dell’ultimo consiglio comunale, quando ha apostrofato Gabriele Menotti Lippolis come «sgarbato» e «inelegante». La causa di questi appellativi risiede nel fatto che il presidente di Confindustria aveva invitato alcuni consiglieri comunali «che non conoscono bene la zona portuale e industriale» a fare un tour presso le imprese che operano sul territorio. L’attacco del sindaco Marchionna, tra l’altro, è avvenuto a pochi giorni di distanza dalla richiesta di un aiuto economico che l’amministrazione comunale ha rivolto proprio a Confindustria per l’organizzazione delle iniziative natalizie. Lippolis, però, nel corso di un convegno sul futuro regime della Zes Unica (tenutosi stasera presso la sede di Confindustria) ha confermato che la frattura è ancora tangibile. Anche perché alimentata da posizioni che l’amministrazione ha assunto nei confronti di società come Edison ed Enel. «Pensavo – ha dichiarato Lippolis – che fosse solo una questione di steccati ideologici. Adesso sto capendo che invece a Brindisi c’è una classe politica che è trasversalmente contro le imprese e contro lo sviluppo. Non sono né sgarbato né inelegante, rivendico solo il mio ruolo. Purtroppo ricopro la carica di presidente dal 2020 ma vedo che al Comune non è cambiato nulla. Le imprese che vogliono investire vengono cacciate via, stessa cosa avviene per alcune imprese già insediate qui». In un climax, Lippolis ha proseguito rivendicando che «Confindustria difende gli interessi delle imprese alla luce del sole», al contrario di chi «invece difende interessi nascosti, e questo ci preoccupa molto. Non ci servono tavoli di crisi che sono utili solo ad accontentare qualcuno, vogliamo tavoli di sviluppo. La classe politica ci dicesse come intende affrontare il problema della disoccupazione dilagante in questo territorio». Per il presidente di Confindustria, poi, risulta incomprensibile anche la scelta effettuata dal consiglio comunale di votare per portare avanti la battaglia di un’Autorità portuale di Brindisi autonoma. «Gli attacchi consumatisi nella massima assise comunale contro l’Autorità di sistema portuale – ha chiosato Lippolis – fanno capire che forse questi politici non leggono cosa accade nel mondo, cosa chiede il mercato, come si stanno orientando il Governo e l’Europa, che vanno nella direzione opposta rispetto a quanto richiesto dal consiglio comunale di Brindisi».

Anche sul fronte zes, gli interrogativi sono molteplici. Fino ad ora, infatti, chi voleva investire nella zes di Brindisi poteva beneficiare di un abbattimento del 50% dell’Ires e ottenere il credito d’imposta anche per investimenti inferiori a 200mila euro. Condizioni che verranno meno con il regime della Zes Unica, che partirà da gennaio. Ciò, senza contare che Brindisi sarà svantaggiata perché non potrà adottare kit localizzativi in quanto Comune in predissesto e senza considerare il problema irrisolto del Sin, per i cui costi di bonifica che deve affrontare un investitore continua a non essere previsto alcun contributo. Inoltre, bisognerà valutare i tempi di smaltimento delle pratiche, dato l’esponenziale aumento di istanze che si prevede. Sul punto, va ricordato che l’attuale governance della Zes Adriatica ha garantito il rilascio dell’autorizzazione unica anche in sei giorni. «Nella fase transitoria – ha spiegato il commissario straordinario Manlio Guadagnuolo –, in attesa dei decreti attuativi, ci ritroveremo a gestire come Zes Adriatica da 38 a 363 Comuni. A regime, tutto passerà dallo Sportello unico digitale: dal chiosco alla gigafactory». Tra gli aspetti positivi c’è che verrà innalzata la percentuale di agevolazioni cumulabili sia per le pmi che per le grandi imprese. Dato che la cifra di 1,8 miliardi attualmente appostata dal Governo per il credito d’imposta risulterà probabilmente insufficiente, il consiglio dato agli investitori interessati è di affrettarsi, perché «si ipotizza una procedura quasi a sportello. È importante anche – ha aggiunto Guadagnuolo – che vengano caratterizzate le aree per filiere produttive, così da non ritrovarsi un’impresa che opera nella gestione dei rifiuti accanto a un’azienda agroalimentare».