Home Economia e lavoro Dal fotovoltaico 10 mln per il Comune. Ma a quale costo?
Dal fotovoltaico 10 mln per il Comune. Ma a quale costo?

Dal fotovoltaico 10 mln per il Comune. Ma a quale costo?

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BRINDISI – Il sindaco Marchionna ieri ha spiegato in conferenza stampa che il futuro delle opere pubbliche e della Bms passa anche (se non soprattutto) dalle 70 istanze di società che vogliono installare impianti fotovoltaici nell’agro di Brindisi. Il primo cittadino ha riferito che spetterebbero all’ente comunale 20mila euro per ogni megawatt e che al momento ci sono richieste per 490 megawatt. Facendo i conti della serva, parliamo di 10 milioni di euro che potenzialmente potrebbero entrare nelle casse del Comune. A questi ritorni vanno aggiunti quelli che si attendono per la Bms, il cui personale sarà formato per installare e manutenere pannelli fotovoltaici. Un processo che partirà grazie ad A2a, che si è impegnata a collocare pannelli su 25 edifici pubblici, e lo farà attraverso la Bms, la quale poi si proporrà sul mercato e offrirà la propria manodopera specializzata alle aziende che vogliono investire a Brindisi nel fotovoltaico.

Tutto bello, la domanda però è la seguente: di quanti ettari da consumare parliamo? In quali aree avverrà l’installazione di questi fantomatici 500 megawatt? Saranno collocati solo su terreni che non potranno essere utilizzati per altro? Insomma, davanti a numeri così importanti come quelli snocciolati dal sindaco e in un territorio che è stato già deturpato dalla prima ondata di fotovoltaico risalente a qualche lustro fa, forse bisognerebbe fermarsi un attimo e fare preliminarmente un’analisi dei costi e dei benefici. Ciò è ancora più necessario in una città dove ogni volta che si mette un faro su un business o su un investimento (legittimi, per carità), qualcuno dà di matto. Piccola digressione: a proposito di business legittimi ma che legittimamente andrebbero approfonditi dall’opinione pubblica, resta ancora da capire perché per il deposito di benzina e gasolio (carburanti non certo di transizione come il gnl) della società Brundisium non si sia mai discusso in consiglio comunale, né siano state attivate azioni, al contrario di quanto accaduto abbondantemente per il deposito di Edison. Stranezze di questa città.

Tornando al fotovoltaico, se l’intenzione è quella di accogliere il maggior numero possibile di istanze per la produzione di energia da rinnovabili, allora a questo punto sarebbe da riprendere il percorso intrapreso dall’amministrazione Rossi, che stava lavorando all’individuazione urbanistica di un’altra area produttiva, proprio sulla scorta della volontà di dare accoglimento all’invasione di fotovoltaico, che occuperà e sottrarrà ettari ed ettari di terreni. In fase di elaborazione del nuovo Pug ci sarà modo di sciogliere questi nodi. Ma questa amministrazione dalle mille anime sarà quella giusta per fare sintesi e dare una risposta, una visione, un indirizzo chiaro alla città? Lasciateci il beneficio del dubbio.