Home Sport Calcio Squadra influenzata da vicende extra-campo. Venga coinvolto il sindaco Marchionna
Squadra influenzata da vicende extra-campo. Venga coinvolto il sindaco Marchionna
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Squadra influenzata da vicende extra-campo. Venga coinvolto il sindaco Marchionna

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BRINDISI – Abbiamo voluto attendere un po’ prima di scrivere e pubblicare questo articolo sul Brindisi, sconfitto malamente a Torre del Greco venerdì sera per 3-1.
Trattasi di uno stop pesante, non tanto nel risultato quanto nelle ripercussioni e – lasciateci dire – anche nelle cause di questa sconfitta. Perché una cattiva prestazione, o meglio una “non prestazione” della squadra, l’ennesima, deve essere analizzata attentamente per comprendere a fondo la sua genesi, le cause, i motivi; il risultato non sempre è la diretta conseguenza delle motivazioni in campo, ma in questo caso riteniamo lo sia ampiamente.
Mister Roselli, al termine della sfida, ha dichiarato di aver visto “alcune facce” dei suoi calciatori nel prepartita che non gli erano affatto piaciute, tanto da temere un ritorno al passato. E così è stato!
Gli ultimi due risultati del Brindisi avevano illuso la piazza che la rotta da seguire fosse quella giusta e che, dunque, la ricetta magica per uscire dalle sabbie mobili fosse stata correttamente individuata, ossia il cambio dell’allenatore. Tuttavia, come diciamo da tempo, alla radice degli insuccessi del Brindisi non può esserci soltanto un modulo errato o alcune sostituzioni sbagliate, perché le prestazioni in campo lasciavano intendere ben altro: la squadra gioca (e non perde) quando decide di giocare, nel momento in cui l’umore è buono per impegnarsi e non influenzato dalle vicende extra campo.
E di vicende extra calcistiche purtroppo il Brindisi ne sta vivendo abbastanza, a partire da quest’estate, quando la squadra è stata iscritta alla Lega pro last minute con grande affanno e preoccupazione, nonostante fino a poche settimane prima sembrava che tutto procedesse a vele spiegate.
Poi gli acquisti, molti discutibili, una rosa costruita dal DS Cerri in modo tutt’altro che impeccabile e la grana “economica” tanto discussa in città. La società, dal canto suo, ha sempre smentito le insistenti voci di crisi finanziaria, purtroppo già vissute dai tifosi in passato e foriere di cicatrici dolorose.
La famiglia Arigliano ha fino ad ora regalato un sogno alla città, ha centrato un traguardo lontano 33 anni, ma se non è nelle condizioni di continuare è giusto che passi il testimone, laddove vi siano solide proposte imprenditoriali; in alternativa potrebbe coinvolgere il Sindaco Marchionna – particolarmente sensibile alla questione calcio – per sondare altre strade e non fare morire il calcio a Brindisi per l’ennesima volta.
Dobbiamo rassegnarci al fatto che la realtà brindisina non è in grado a sostenere i costi di una serie C e che la dimensione più adatta – economicamente e organizzativamente parlando – siano i dilettanti. Perché meglio cento giorni da pecore che uno da leoni, poi lasciati morire nell’atroce caldo della savana.
Forza Brindisi!

LUIGI RUBINO