Qualcosa finalmente si muove, ma il ritardo resta ingiustificabile. La nostra inchiesta sullo stato di salute dell’impiantistica sportiva brindisina, giunta oggi alla sua sesta puntata, segna un punto di svolta decisivo.
Le denunce dettagliate scritte su queste colonne hanno rotto il muro di silenzio, costringendo gli uffici comunali ad attivare, dopo ben due anni di totale immobilismo, i controlli previsti sull’appalto.
La svolta: il RUP scrive al Consorzio CNS ed alla La Pulita srl
Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), l’ingegner Giorgiani, ha preso formalmente in mano la situazione. Con un atto ufficiale, ha chiesto alla società La Pulita – l’azienda che gestisce la complessa rete degli impianti sportivi della città – la presentazione immediata di un cronoprogramma dettagliato per tutte le migliorie proposte in sede di gara e non attuate.
Si tratta di quegli interventi strutturali e manutentivi che, da capitolato, dovevano essere realizzati con costi a carico della Societa nei primi due anni dall’inizio dell’appalto.
Interventi che, come abbiamo ampiamente documentato e denunciato nei precedenti cinque appuntamenti della nostra inchiesta, non sono mai stati eseguiti.
Una conferma netta della bontà del nostro lavoro giornalistico, che ha costretto la macchina burocratica a uscire dal torpore.
Il silenzio assordante della politica
Se da un lato gli uffici tecnici hanno finalmente battuto un colpo, dall’altro spiace constatare la totale e imbarazzante latitanza della politica locale. Su un tema così cruciale per la comunità, per i giovani e per le società sportive del territorio, è calato per ventiquattro mesi un silenzio bipartisan.
Sia la maggioranza che l’opposizione hanno letteralmente latitato. È drammatico dover prendere atto che, per far attivare le verifiche contrattuali previste dalla legge dopo due anni di inadempienze, sia stata necessaria un’inchiesta giornalistica. I canali istituzionali di controllo, evidentemente, erano spenti.
Gli interrogativi: assessori, dove eravate?
A questo punto, le domande non possono più essere eluse e la cittadinanza pretende risposte chiare.
Dove erano gli assessori responsabili del settore? Com’è possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Perché si è deciso di girare la testa dall’altra parte, nonostante fosse evidente a tutti che la società La Pulita stesse mancando in modo così macroscopico ai propri obblighi contrattuali?
Non si tratta di una semplice disattenzione, ma di una precisa responsabilità politica di fronte a un patrimonio pubblico lasciato deperire.
Restiamo in attesa che chi di dovere risponda di questo blackout amministrativo.
Nel frattempo, noi continueremo a vigilare e a monitorare se questo cronoprogramma vedrà mai la luce e, soprattutto, se i lavori verranno finalmente eseguiti.




