Luperti, ex assessore all’Urbanistica nel 2015, ebbe uno scontro con l’architetto Giorgio Goggi (coordinatore scientifico del PUG) che rifiutò la deturpazione della costa brindisina con 1.500.000 m³ di cemetentificazione indiscriminata. Il conflitto culminò con la revoca dell’incarico a Goggi da parte della vecchia amministrazione, portando poi a strascichi giudiziari.
Oggi, ritornando a parlare di Piano Urbanistico Generale, scrive attraverso un comunicato:
“Adesso la città deve ripartire. Non possiamo aspettare un Pug in gestazione da 16 anni. Si utilizzino strumenti urbanistici più moderni e veloci”
Le cronache di questi giorni ci restituiscono un quadro estremamente preoccupante della città di Brindisi sul piano economico ed occupazionale. Decine di aziende chiudono i battenti e centinaia di lavoratori sono costretti a rimanere a casa ed a fare i conti con ammortizzatori sociali che non consentono il mantenimento di una famiglia.
A fronte di tutto questo, non è immaginabile che si continui ad aspettare per mettere in moto ogni investimento possibile e per far decollare altri comparti economici, in maniera da compensare la crisi industriale.
Per fare tutto ciò, però, occorre assumere decisioni importanti, a partire dalla scelta di non continuare ad inseguire, dopo ben sedici anni, il varo di un Piano urbanistico Generale.
Esistono altri strumenti urbanistici più veloci ed efficaci attraverso cui uscire dalle sabbie mobili che da troppo tempo bloccano una ripresa del territorio.
Su questo aspetto riteniamo che non si possano più attuare mediazioni e che si debba procedere celermente, in maniera cristallina e con il pieno coinvolgimento della città.
(Lino Luperti – consigliere comunale e provinciale di Brindisi)
A rispondere a Luperti è il consigliere comunale del PD, Alessio Carbonella, con queste parole:
“Sullo sviluppo urbanistico di Brindisi, il PD è pronto ad un confronto serio e propositivo”
Accettiamo la sfida politica lanciata dal consigliere Luperti sullo sviluppo urbanistico della città, un tema fermo da troppo tempo che tocca un nervo scoperto, perché è vero che Brindisi non può più aspettare e noi lo diciamo da tempo, con una differenza di fondo, e cioè che per noi la risposta sta nel darsi finalmente una visione.
Questa città vive da decenni con un piano regolatore in vigore dal 1988 e il risultato è il disordine che tutti abbiamo davanti agli occhi, con quartieri cresciuti senza servizi e con chi vuole investire costretto a muoversi nell’incertezza.
Per questo diventa fondamentale portare al traguardo entro pochi giorni l’adeguamento del PRG al PPTR, che il consiglio comunale ha adottato più di un anno fa e che è rimasto in mezzo al guado, perché quel passaggio dà subito regole chiare a cittadini e imprese senza dover attendere il nuovo PUG.
Si possono poi valorizzare da subito gli strumenti che esistono già, approvati dalla passata amministrazione e in parte pronti nei cassetti del Comune, a partire dai programmi di rigenerazione urbana per i quartieri e per la costa che poggiano su un documento programmatico approvato nel 2022.
E sarà utile infine rendere operativo l’accordo di programma per le aree della transizione industriale, sostenendo le procedure rapide che la legge già consente per approvare i progetti produttivi in variante.
In sostanza serve un’idea nuova e più snella di sviluppo urbanistico a consumo zero di suolo, fondata su poche regole ferme a tutela di ciò che va protetto, la costa, il paesaggio, il suolo agricolo, e sul recupero degli immobili dismessi e del patrimonio pubblico inutilizzato, dove far nascere anche la ZES generazionale con le esenzioni per i giovani che aprono imprese nella transizione verde.
Ci auguriamo perciò che, dopo le parole del consigliere Luperti, l’amministrazione comunale voglia aprire sul tema dello sviluppo urbanistico un tavolo di confronto con tutte le forze politiche e con la città, anche per rilanciare l’idea di una nuova legge urbanistica regionale più a misura delle peculiarità dei territori.
Su ogni atto che andrà in questa direzione si troverà il sostegno del Partito Democratico, in consiglio comunale e in ogni altra sede, perché il lavoro che manca, le imprese che chiudono e i cittadini che chiedono risposte non possono aspettare i tempi farraginosi della politica.
(Alessio Carbonella, consigliere comunale PD Brindisi)




