Assistenza ​socio sanitaria a Brindisi nell’incubo ritardi: stipendi a rischio per gli operatori ADI e SAD

Le cooperative chiedono un intervento urgente e risolutivo

di Redazione

L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e i servizi socio-assistenziali (SAD) del territorio brindisino si trovano sull’orlo del baratro. A lanciare l’allarme rosso sono le cooperative sociali incaricate dell’erogazione delle prestazioni per conto della ASL di Brindisi e del Consorzio BR1 (Comune di Brindisi), tra cui la RTI San Bernardo (con le cooperative San Bernardo, Sirio, Occupazione e Solidarietà e THCS) e la Sirio Cooperativa Sociale, le quali hanno inviato drammatiche comunicazioni ufficiali ai sindacati (CGIL, CISL e UIL) e ai vertici aziendali.

​Mesi di arretrati e blocchi burocratici

​La situazione finanziaria ha raggiunto un livello di sofferenza insostenibile. Per quanto riguarda il servizio ADI affidato dalla ASL Brindisi, la RTI San Bernardo segnala che risultano tuttora insolute le fatture relative ai mesi di aprile e maggio 2026. Inoltre, a partire dal mese di giugno 2026, l’associazione temporanea d’imprese si trova nell’impossibilità persino di emettere le relative fatture a causa della mancata comunicazione, da parte della ASL, del nuovo codice NSO necessario per la fatturazione elettronica.​

Analogo e drammatico scenario si registra sul fronte del servizio SAD ADI del Consorzio BR1, dove la Cooperativa Sirio segnala al Commissario dott. Angelo Roma che i pagamenti risultano bloccati al mese di aprile 2026, a fronte di fatture regolarmente emesse fino a giugno e rendicontazioni già consegnate fino ad agosto 2026.

​Stipendi e viaggi di servizio a rischio​

Finora le cooperative si sono addossate gli oneri finanziari, sostenendo i costi con risorse proprie e ricorso al credito pur di non interrompere l’assistenza e garantire gli stipendi. Tuttavia, il prolungato stallo non consente più di anticipare somme così ingenti.​Senza un’immediata liquidazione degli arretrati e lo sblocco delle procedure di fatturazione​stipendi in bilico. Sarà impossibile garantire la corresponsione delle retribuzioni del mese di settembre 2026 agli operatori socio-sanitari e agli addetti, previste in pagamento per il 18 ottobre.​

Servizio a rischio blocco: vi è l’impossibilità immediata di coprire le spese per il carburante e per gli spostamenti degli operatori sul territorio, indispensabili per raggiungere le abitazioni degli assistiti.

​A rischio i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)​A pagare il prezzo più alto di questo cortocircuito burocratico e finanziario rischiano di essere, oltre ai lavoratori, centinaia di utenti fragili, anziani e disabili. L’assistenza domiciliare rientra a pieno titolo nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e la sua interruzione rappresenterebbe una grave violazione dei diritti sanitari e sociali dei cittadini del territorio.​

Le cooperative chiedono quindi un intervento urgente e risolutivo da parte della Direzione Strategica della ASL di Brindisi (guidata dal Direttore Generale Avv. Stefano Rossi) e del Commissario del Consorzio BR1, affinché vengano sbloccate con la massima urgenza le somme dovute ed evitate ripercussioni irreparabili su occupazione e servizi.

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Direttore responsabile: Salvatore Morelli. Editore: Associazione culturale “L’Ora di Brindisi Comunication” – Testata giornalistica iscritta al n° 1142/2019 del Registro della Stampa del Tribunale di Brindisi del 03/06/2019.

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