Home Politica La sentenza: Brindisi non deve avere un porto. Il governo farà da Cassazione, ma ACT Blade fa ancora in tempo a scappare
La sentenza: Brindisi non deve avere un porto. Il governo farà da Cassazione, ma ACT Blade fa ancora in tempo a scappare
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La sentenza: Brindisi non deve avere un porto. Il governo farà da Cassazione, ma ACT Blade fa ancora in tempo a scappare

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BRINDISI – Per la Soprintendenza, che si fa forte di un Pptr dei cui effetti nefasti in molti non hanno mai ritenuto di preoccuparsi, il porto di Brindisi – con specifico riferimento all’area di Sant’Apollinare – è un museo a cielo aperto manco fosse Pompei dove non è possibile realizzare nulla, neppure le opere a servizio dei nuovi accosti di Sant’Apollinare. Per ACT Blade, invece, è un incubo, e bene farebbe l’azienda a dare seguito al proposito di andare ad investire in un altro porto dove gli enti non si fomentano uno con l’altro. Non a caso, tra tutte le città coinvolte nelle Zes, proprio a Brindisi si è consumato un casus belli, con il Commissario Zes Guadagnuolo che ad un certo punto voleva gestire la pratica ACT Blade al posto dell’ente portuale perché – per una propria interpretazione normativa – ritiene siano di propria competenza anche gli investimenti su demanio marittimo. Il ministero dei Trasporti ha dato però ragione all’Authority, seppure il commissario Zes pare attenda adesso un pronunciamento anche della Presidenza del Consiglio.

È emerso questo dagli scambi epistolari tra enti e soprattutto dalla conferenza di servizi di ieri, nella quale il Comune ha di molto ammorbidito le sue posizioni (toh, è sparito il divieto di insediamenti entro i 300 metri dalla linea di battigia eccepito nel primo parere), probabilmente perché è stato messo nero su bianco che altre localizzazioni alternative non ve ne sono; ma si sapeva benissimo.

Il movimento culturale del ben-altro-luoghismo sta subendo durissimi colpi in questi anni, perché giungono implacabili una dopo l’altra certificazioni sul fatto che, ad esempio, l’unico luogo dove poter assemblare le pale di Falck è Capo Bianco (tant’è che il Comune adesso fa la cheerleader dell’opera di banchinamento), l’unico luogo dove poter realizzare la vasca di colmata è Costa Morena Est, e così via.

Adesso, sul caso ACT Blade, il ministero retto da Fitto dovrà provare un’ultima mediazione tra gli enti coinvolti, poi deciderà il Consiglio dei Ministri se Brindisi ha diritto ad avere un porto o meno. Tra indagini della Procura, decisioni delle passate gestioni dell’Autorità portuale, interessi privati di bottega, pregiudiziali poste da enti/organi e da una politica schizofrenica, in molti non hanno consentito/voluto che Brindisi avesse un porto. Si tratta di capire se deve continuare ad essere così. Basta saperlo, giusto per regolarsi, così magari l’Autorità portuale fa ancora in tempo a stracciare il nuovo Piano regolatore portuale, per il sollazzo degli ambientalisti su Marte. E non solo, purtroppo.