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Fare populismo su questioni tecniche è da irresponsabili
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Fare populismo su questioni tecniche è da irresponsabili

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BRINDISI – Ci sono questioni tecniche sulle quali la politica non può decidere secondo il sentimento popolare. Non ci sarebbe il divieto di referendum in materia tributaria o di bilancio, altrimenti. Ora, chiedere l’autonomia dell’Autorità portuale di Brindisi è tecnicamente, oggettivamente un suicidio, perché il porto di Brindisi, traffici alla mano, non disporrebbe delle entrate finanziarie necessarie per autosostenersi e sarebbe relegato all’irrilevanza totale. Chiunque ne capisca un po’ di portualità, lo conferma. E questo in disparte da ogni altra valutazione nel merito, che pure andrebbe fatta, dato che quando c’era l’Autorità portuale di Brindisi le gestioni erano nettamente peggiori, i vari presidenti venivano tacciati più di adesso di baricentrismo e la qualità delle decisioni del comitato portuale non era paragonabile con quella del comitato di gestione attuale, dato che piccoli interessi condizionavano pesantemente le grandi scelte, in un gioco a perdere in cui si puntava a mantenere i diritti acquisiti.

Parlare pertanto di scatto d’orgoglio per il bene di Brindisi è qualcosa di fattualmente errato: sfortuna volesse che il Governo assecondasse la richiesta del consiglio comunale (cosa che non avverrà), si produrrebbe un danno probabilmente irreparabile allo sviluppo del porto.

Ecco perché stupisce l’approssimazione con la quale all’unanimità (fatta eccezione per Mevoli, unico coerente che si è astenuto) si chiede al Governo l’indipendenza dell’Autorità portuale di Brindisi. Ancora una volta, come accaduto per Edison, la destra rinnega quanto professato quando era all’opposizione e fa proprie le posizioni storiche della sinistra. Perché sta accadendo ciò? Un po’ perché alcuni consiglieri di centrodestra, per inesperienza e insipienza, pendono dalle labbra degli esperti Rossi o Cannalire. Un po’ perché qualche consigliere più smaliziato del centrodestra cavalca alcune questioni per creare un caos che torna utile per le proprie aspirazioni. Ed è immaginabile che l’allineamento del sindaco alle posizioni della sinistra su Edison (dopo che si è deciso di non proseguire con il ricorso al Tar, tra l’altro) e sull’autonomia del porto sia figlio della paura di andare sotto con i numeri. Perché è evidente che ha perso sin dall’inizio le redini della coalizione.