Accuse reciproche di stalking per due ex amanti. Dopo il rinvio a giudizio di un sindacalista ad essere indagata è ora la donna

di Redazione

Viene sminuita una storia di stalking che ha visto finire sotto processo nei mesi scorsi un sindacalista 50enne che lavora a Brindisi che comparirà dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Lecce Maddalena Torelli a maggio del 2026, a seguito del rinvio a giudizio disposto dal gup Alcide Maritati che ha invocato anche un risarcimento di 100mila euro verso la persona offesa, ora a sua volta indagata per atti persecutori nei confronti del sindacalista. Entrambi vivono a Guagnano, in provincia di Lecce.

Secondo quanto riportato nel capo d’accusa, ma sono ipotesi tutte da verificare, l’uomo avrebbe contattato ripetutamente una donna 60enne dello stesso paese, con la quale avrebbe avuto una relazione di dieci anni, tra il 2013 e il 2023, offendendo la reputazione (pubblicando vari messaggi su whatsapp e telegram con contenuti di varia tipologia), che pur essendo stati postati in forma anonima sarebbero stati di chiara interpretazione.

Inoltre, sempre secondo l’accusa, l’avrebbe aggredita verbalmente anche in presenza di terzi e le avrebbe procurato uno stato d’ansia e di paura ingenerandole timore per la propria incolumità e per quella dei propri cari. In seguito all’interrogatorio del sindacalista (difeso dall’avvocato Riccardo Mele, del foro di Brindisi) e alla testimonianza di alcune persone, è ora la 60enne ad essere indagata per atti persecutori nei confronti del 50enne. L’avvio conclusione delle indagini presso la procura della Repubblica di Lecce porta la firma del sostituto procuratore Luigi Mastroianni.

Tra le novità che porteranno a sua volta la 60enne a difendersi dalle accuse di stalking, sarebbe emerso che la donna, dopo aver intrattenuto una relazione extraconiugale (interrottasi per volontà del sindacalista), non accettando tale decisione e incurante dei rispettivi matrimoni avrebbe “messo in atto un disegno persecutorio consistente, tra l’altro, nel non fare mistero degli incontri, divulgando racconti privi di pudore ad altri concittadini del paese”, si legge nelle carte.

Ma non solo. In particolare – viene inoltre fatto presente – mossa da forme di gelosia anche per la nuova frequentazione dell’uomo con un’altra donna, a quanto pare molestava il 50enne con numerose assillanti telefonate, con sms e messaggi whatsapp, effettuando ripetuti pedinamenti e appostamenti sia presso l’abitazione di residenza nei luoghi frequentati dall’uomo, facendogli trovare biglietti sul parabrezza della macchina, lettere o alcune mail. Costringendo con la sua condotta a modificare le abitudini di vita del sindacalista, creandogli un grave stato d’ansia e stress psicologico con timori anche per la nuova relazione affettiva. L’indagata ha ora la possibilità di presentare memoria difensiva attraverso un suo legale di fiducia.

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