Omicidio Carvone: per il 29enne di Brindisi Giuseppe Ferrarese è stato confermato l’ergastolo anche in appello. Secondo la Corte d’Appello di Lecce è ritenuto responsabile dell’omicidio del 19enne Giampiero Carvone, avvenuto tra il 9 e 10 settembre 2019 vicino all’abitazione della vittima, in via Tevere, al quartiere Perrino. Secondo l’accusa, alla base del delitto ci fu un furto d’auto. In appello è stata esclusa l’aggravante dell’agevolazione ad una frangia della Sacra Corona Unita, mentre è stata confermata quella dei motivi abietti. Ferrarese, hanno ricostruito gli inquirenti, avrebbe punito il 19enne perché aveva rivelato il suo nome e quello di altre persone che avevano partecipato al furto.
A sei anni dal delitto, si chiude così il secondo capitolo giudiziario: il dispositivo è stato letto alle ore 16 di oggi dalla presidente del collegio giudicante, la giudice Teresa Liuni (a latere Francesco Messina) presso l’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Ferrarese, difeso dagli avvocati Emanuela De Francesco e Ladislao Massari, ha seguito l’udienza in modalità video, dalla stessa casa circondariale. Presenti in aula i genitori e altri familiari di Carvone, costituitisi parte civile tramite l’avvocato Marcello Tamburini.
Il 19enne era stato ucciso da un colpo di pistola (mai ritrovata) arrivato alla nuca dopo aver rotto il vincolo dell’omertà: aveva fatto i nomi dei suoi complici e per questo, stando all’ipotesi accusatoria, freddato da Ferrarese. Ora, i suoi legali, una volta depositate le motivazioni della sentenza (il termine è di 90 giorni), ricorreranno in Cassazione. Va comunque ricordato che vige il principio della presunzione di innocenza, fino a sentenza passata in giudicato.


