Home Editoriale Brindisi celebra l’arte fascista nel giorno della deportazione degli ebrei di Roma. Una visita guidata, ecco cosa serviva
Brindisi celebra l’arte fascista nel giorno della deportazione degli ebrei di Roma. Una visita guidata, ecco cosa serviva
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Brindisi celebra l’arte fascista nel giorno della deportazione degli ebrei di Roma. Una visita guidata, ecco cosa serviva

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BRINDISI – Una cerimonia in pompa magna, alcuni politici locali nostalgici del Ventennio contenti come bambini nel posare con la scritta “Mussolini” alle spalle: possiamo dire che si è persa un’occasione? Non fosse altro che proprio il 16 ottobre del 1943 si registrò una delle più ignobili pagine della storia italiana: la deportazione degli ebrei di Roma. Voluta proprio da quel signore al quale è dedicata la fontana. Ma i brindisini, si sa, non spiccano per capacità di ricordare il passato, e ancor meno per quella di guardare al futuro, se è vero come è vero che i giornali in queste ore sono pieni zeppi di immagini della fontana di Mussolini, bucando candidamente la notizia dell’incontro istituzionale alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Turco, che è venuto a parlare – davanti a pochi intimi – di come spenderanno (o non spenderanno) qui i miliardi di euro che pioveranno dall’Europa.

Vabbè, dettagli… Torniamo alla Fontana dell’Impero. Più serio e didattico – se è vero che i monumenti devono servire a insegnare – sarebbe stato organizzare una visita guidata attraverso la quale i ragazzi brindisini (ma anche i “ciucciarroni” grandi) avrebbero potuto apprendere cosa è stato il fascismo e cosa è accaduto il 16 ottobre di 77 anni fa. Ma per un’Amministrazione in crisi di risultati, fa più gioco tagliare un nastro con tanto di applausi, sorrisi e pacche piuttosto che svolgere il proprio dovere di militanza antifascista.

E chissene se Brindisi è il Capoluogo di provincia che in Puglia ha prestato la minore attenzione (praticamente nulla) rispetto alle possibilità offerte dall’Art Bonus. Le cerimonie di inaugurazione danno ragione a chi le celebra, al di là di quanto ci si è spesi e dei meriti reali acquisiti sul campo.

No, proprio non ci siamo, perché così, della giornata di ieri, ci resta solo il “ringalluzzimento” di qualche brindisino che avrebbe meritato di vivere quegli anni con status di ebreo, che ha pensato bene di “onorare” il duce pubblicando selfie con la fontana alle spalle e frasi fuori dal tempo e fuori dalla grazia di Dio. E qualche fredda lastra di marmo, dalla quale sgorga il sangue dei nostri nonni.