Home Editoriale Il Sindaco tira la carretta da solo, mentre in maggioranza aumentano i mal di pancia
Il Sindaco tira la carretta da solo, mentre in maggioranza aumentano i mal di pancia
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Il Sindaco tira la carretta da solo, mentre in maggioranza aumentano i mal di pancia

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BRINDISI – Il Sindaco Rossi è sostanzialmente solo: sia nell’affrontare operativamente l’impressionante mole di problemi, sia come credibile interfaccia politica con la comunità. Lo stipendio, pertanto, per quel che vale il giudizio del sottoscritto, lo merita appieno. In Giunta – e non solo -, invece, qualcuno non ha raggiunto la sufficienza, e forse l’intero stipendio non lo merita.

È solo politicamente, il Sindaco, perché la sua maggioranza è composta: dal suo movimento popolato da gente non pronta a governare una città complessa come Brindisi (fatta eccezione per l’assessore Masiello), soggetti che come elefanti in una cristalleria, piuttosto danneggiano il Sindaco, anche e soprattutto per via dell’acritica iper-celebrazione – se non proprio culto – della sua figura; da un PD remissivo che in aula non esprime consiglieri dotati di spessore politico e caratteriale consoni all’importanza del partito; da Italia Viva che rappresenta per il momento la copia sbiadita di quella nazionale; da un giovane interessante come Gazzaneo, che onde evitare di bruciarsi, in pubblico parla il meno possibile; e poi da uno stuolo di silenti consiglieri mezzi muti, mezzi fuoriusciti, mezzi desaparecidos.

Ed è solo operativamente, Rossi, perché la Giunta della quale si è avvalso, ad oggi e con le dovute eccezioni che pure ci sono, ha dimostrato di non essere all’altezza delle sfide che una città come Brindisi lancia quotidianamente. Molto male – risultati alla mano – la gestione dei settori Ambiente, Servizi Sociali, Turismo, Urbanistica. Emblematica è la vicenda del trasporto degli studenti delle contrade: il servizio di trasporto era da mesi che si sapeva sarebbe stato interrotto per via della esosità dell’esborso previsto, eppure si è arrivati all’inizio della scuola senza una soluzione alternativa. Risultato: genitori impossibilitati ad accompagnare i bambini a scuola ed assistenti sociali sull’uscio di casa. Sono cose gravi, gravissime, che denotano una sciatteria e una insipienza alla quale il Sindaco non può mettere una pezza da solo, ammesso che ne sia capace. E come questo, centinaia di esempi da far cadere braccia ed altro a terra.

Ma forse il Sindaco è solo anche numericamente: nel Consiglio comunale di ieri, solo in 16 hanno votato contro la riduzione delle indennità, e di questi faceva parte il Consigliere di opposizione (?) Umberto Ribezzi. Oltre ai tre noti della maggioranza che paiono oramai essersi seduti sostanzialmente tra i banchi dell’opposizione (Elefante, Massaro, Vadacca), non sono passate inosservate le assenze di Livia Dell’Anna e di Giampaolo D’Onofrio (due con il mal di pancia, si dice), oltre a quella di Lorenzo Guadalupi che a quanto pare era febbricitante (seppure anche lui abbia di recente espresso forti riserve rispetto all’azione amministrativa condotta dall’Amministrazione).

Schermaglie che anticipano lo snodo fondamentale del bilancio previsionale, che andrà approvato entro la prima metà di ottobre. Molto probabilmente la maggioranza ne uscirà indenne e potrà così proseguire il proprio percorso almeno fino all’estate del 2021, quando dovrebbe arrivare l’esiziale parere della Corte dei Conti. Ma qui si vive davvero alla giornata. Un po’ perché ciò è fisiologico per un ente in deficit strutturale, un po’ perché non si scorge ancora una visione politica convincente. Ma ci sono ancora tre anni davanti. E forse un rimpasto.