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Rossi non sarà il Sindaco dei sogni, ma della città che governa ne vogliamo parlare?
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Rossi non sarà il Sindaco dei sogni, ma della città che governa ne vogliamo parlare?

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BRINDISI – Riccardo Rossi non sarà il Sindaco dei sogni, ma della città che governa ne vogliamo parlare? Perché è vero che ha litigato con tutti, ma la domanda è: con chi doveva dialogare?

Perché se è vero ad esempio che nel discorso di Rossi sul bilancio mancavano tante verità, non si può certo dire che il centrodestra abbia fatto di meglio, dato che, pur essendo all’opposizione e non avendo quindi responsabilità di governo, non ha mai avuto il coraggio di citare i veri sprechi e le vere storture del sistema, quali – su tutte – quelle presenti all’interno delle partecipate. Un aiutino a tal proposito ce lo fornisce lo stesso dirigente ai Servizi Finanziari Simeone, che nelle note scritte nei mesi scorsi denunciava:  “In ordine al merito dei risultati di gestione, non può non evidenziarsi che con copiosa corrispondenza è stato evidenziato un costo del lavoro superiore a quanto previsto dai contratti nazionali. Su tale aspetto è stato ampiamente dimostrato che trattasi di indennità ad personam al personale dipendente ed indennità accessorie evidentemente previste da contrattazione decentrata. Su tali aspetti è stata richiesta più volte una verifica, ma al momento allo scrivente non risulta essere stato fornito riscontro. Tali informazioni sono necessarie per poter consentire scelte consapevoli da parte del socio unico di una voce di bilancio che quota oltre il 70% dei ricavi aziendali”.

E ancora: “In ordine alle indicazioni della Giunta di cui alla delibera n° 314 del 26 agosto 2019 si segnala l’aumento del costo dello straordinario in contrasto con quanto deliberato”.

Perché tutti sfuggono dall’effettuazione di una reale e puntuale operazione verità? Semplicemente perché significherebbe affrontare temi che scottano, che non ha avuto il coraggio di affrontare neppure il Commissario Giuffrè e che non affronterà di certo il commissario ad acta chiamato solo a spostare due virgole lasciando pressoché inalterato lo schema di bilancio proposto dall’Amministrazione comunale, non certo ad effettuare scelte politiche. Chi si aspetta che il commissario ad acta possa mettere le mani nelle fogne brindisine rimarrà deluso. Quel tipo di attività può essere svolta solo dalla politica. O da una commissione qualora dovesse dichiararsi il dissesto. Ma anche dalle parti sociali e datoriali, tra le quali spiccano i sindacati, con i quali Rossi ha difficoltà ad instaurare rapporti proficui. Ma anche in questo caso: ma con chi dovrebbe dialogare? Con chi ha consentito negli anni che si arrivasse irresponsabilmente a imbottire di denaro dipendenti della BMS e delle aziende dei rifiuti? Con chi l’industrializzazione selvaggia l’ha subita (?) e non governata, probabilmente non facendo un grande servizio ai propri associati? Con questi sindacati davvero ci si aspettava potesse dialogare fruttuosamente Rossi?

Davvero si pensava, ad esempio, che Confindustria Brindisi, ridotta com’è e alle prese con la moria di imprese associate, potesse rappresentare un serio interfaccia tra la politica e le multinazionali presenti sul territorio? O che sarebbe bastato un dialogo tra due brave persone come Rossi e Patroni Griffi per colmare le lacune di un sistema porto infetto, malato da lustri?

Rossi e la sua maggioranza, nella loro indiscutibile mediocrità politica, devono essere visti semplicemente come l’espressione della comunità, il giusto coronamento del fallimento di una città senza arte né parte. Proprio come viene vista da Bari e da Roma.